Quest’estate ho tradito Efisio. Si è preso una vacanza, lunga 15 imperdonabili giorni ed io sono andata da un altro. Tanto si sa che l’estate è pericolosa e che uscire fuori dai soliti binari è un attimo. Ma poi, per quanto avesse avuto un sapore intrigante, irresistibile e stuzzicante come tutte le cose nuove, la fuga è stata breve. Ho avuto la nostalgia dei soliti spazi, soliti profumi e il solito gusto. Per cui quando è tornato, nonostante avessi voluto precipitarmi subito da lui, alle 06 in punto, l’ho fatto penare un po’. Giusto per punirlo perché mi ha fatto aspettare spingendomi tra le braccia di un altro. Perché se non fosse stato lui a prendersi questa pausa io non l’avrei mai tradito, questo deve essere chiaro.

Ma alle 09.15 ero già li, al mio piccolo tavolo nell’angolo a sfogliare i quotidiani e gustare il più buon cappuccio che ci sia. Quello di Efisio, appunto. Il mio barista.

caffe_efisio

Ps. E con i baffi schiumosi con un po’ di cacao, gli lanciavo le occhiatacce inconfondibili chiedendo sotto voce e tra i denti come è stata la sua vacanza, come se fossi disinteressata e glielo chiedo per pura cortesia. E quando mi ha chiesto come invece ho passato io quei 15 giorni con il bar chiuso, gli ho detto che ho scovato un altro, buono. Troppo buono. Magari così ci pensa la prossima volta prima di spingermi tra le porte di un altro bar costringendomi a tradirlo.

 

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