Sté tiene la cornetta del telefono tra l’orecchio e la spalla mentre cerca di scrivere qualcosa sul computer. Non è mai riuscito a concentrarsi su una cosa sola.

Sì salve, volevo prenotare un tavolo alle 20.30” – lo sento dire – “Ah, fate i turni, quindi alle 20 o alle 22.00…ok, aspetti un secondo” – si gira verso di me e mi fa: “Alle 20 o alle 22.00?” E poi formula la frase con la bocca senza emettere un suono: f-a-n-n-o i t-u-r-n-i.
Fanno che?! – la mia espressione direbbe questo ma rispondo: “Boh, alle 20.00 allora.”
Alle 20.00… sì, lo so che poi arrivano altri ospiti alle 22.00, sarà tutto apposto, grazie, a domani” – dice Stè e mette giù.
Non ho capito, chi arriva alle 22.00 e perché la cosa ci riguarda?!” – gli chiedo.
Fanno i turni cara” – mi risponde sereno.
Ma chi? I camerieri, i cuochi?” – chiedo io.
Il ristorante fa i turni, entri alle 20 e devi sgomberare prima delle 22.00 perché arrivano altri ospiti, ma dove vivi?!” – risponde guardando sempre il computer. Senza nessun sgomento. Stè è un milanese al 100%.

Infatti, dove vivo, mi sto chiedendo. Abituata ai ristoranti aperti tutto il giorno, a qualsiasi ora del giorno per pranzare o cenare, non ha importanza, si mangia e non c’è bisogno di definire di che pasto si tratti. E ancora di più, potete rimanere per tutto il tempo che volete, senza sentirvi in obbligo di ordinare niente altro. Il cameriere non si sognerebbe mai di chiedervi di andare via.

Ho immaginato gli ospiti dei ristoranti milanesi con il doppio turno come su una catena di montaggio, con il cronometro in mano (manca solo che ci si vesta per la maratona). Devi per forza avere fame in un certo orario, devi decidere in fretta, devi masticare in fretta, devi inghiottire in fretta e devi alzarti in fretta perché c’è qualcuno che ti fiata sul collo.

Quasi quasi vi propongo di portare con voi il doppio orologio meccanico, quello per giocare a scacchi. Avete presente? Chi tra voi e la persona con la quale siete a cena finisce per prima quello che sta mangiando deve azionare l’orologio. E la “bandierina” quando rimangono cinque minuti comincerà a sollevarsi lentamente, abbassandosi di colpo quando il tempo sarà scaduto. Questo vuol dire inghiottire in fretta il boccone sperando che in sala ci sia un medico in caso di soffocamento. E se è scattata la ora per il secondo turno potreste sentirvi come Cenerentola. Qualcuno di sicuro si trasformerebbe in una zucca. Che non potete mangiare però. Il tempo è scaduto.

Ps. Ho chiesto a Stè di annullare la prenotazione. Abbiamo mangiato in santa pace in un ristorante etnico dove erano pronti di darci anche una brandina per la notte solo se l’avessimo voluto.

 

 

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