Ma buongiorno!” – mi saluta Carmine che abita di fianco. E’ in giacca pesante e la tuta grigia, ed è da giorni che aggiusta e vernicia la porta di casa.
Sta facendo un opera d’arte da esporre a Louvre?” – lo prendo un pò in giro. E’ un omone con i capelli bianchi. E’ calabrese di origine ma vive a Milano da tanti anni.
Eh si, ci metto molto ad iniziare ma poi dopo sono mooolto meticoloso” – risponde.
Guardi che anch’io in casa avrei le cose da aggiustare!” – gli dico ridendo.
In quel momento esce Eva, l’appartamento di fianco all’ascensore, che spinge la bici che tiene in casa.
Prendi l’ascensore?”
“No, faccio a piedi” – mi risponde e alza la bici, la prende sotto il braccio destro ed inizia a scendere.
Eva ha uno sguardo che ti penetra dentro, sorride poco e sembra sempre molto indaffarata. Ho il sospetto che anche lei fa la giornalista ma non ho ancora avuto il modo di chiederglielo.

Il condominio 54 è una casa di ringhiera. Quando apro la porta esco su questa specie di terrazzo comune dove c’è tutto un mondo nascosto dagli occhi della gente che passa per strada. C’è la signora con i bigodini che stende il bucato ma poi la incontro al bar tutta in ghingheri, c’è la ragazza del secondo piano in accappatoio che si asciuga i capelli ma poi la vedo salire in vespa rosa con il tacco vertiginoso; e la nonna in vestaglia che annaffia i fiori, che poi vedo andare a prendere cappuccio avvolta  nella sua pelliccia. E il panettiere egiziano della pizzeria che sta al piano terra e parla tutto il santo giorno con i parenti al telefono (lui invece è sempre così). Qua c’è una Milano nascosta. Intima. Quasi timida. Che si nasconde dietro le mura di un palazzo, quasi imbarazzata a far vedere il suo lato umano, i suoi bigodini, i visi struccati, le ciabatte con le quali si scende  a buttare la spazzatura. E i gatti che girano tranquillamente.

Alzo la mano per salutare Antonio, il portinaio, quando mi squilla il cellulare.
Come si sta in quella grigia, umida e triste città?!” – sento Michela ridere.
Eh si, adesso che hai quella vista stupenda sul mare Ligure fai la spiritosa! Guarda che qua è la primavera, puoi solo essere invidiosa! Il fatto che a Milano non c’è mai sole è una cosa superata cara mia. Uno dei tanti luoghi comuni”…
Ehi straniera, ma da quando sei diventata il difensore appassionato di Milano?

Apro il portone ed esco sul viale ad affrontare questa città fuori dal cortile. Sotto il sole di novembre che ormai è la prova che i miti si possono sfatare: Milano non è più grigia.

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