Ormai lo so. Ogni volta quando dirò pronto, dall’altra parte la persona, qualsiasi persona che mi chiama mi dirà: “Ti disturbo”?

All’inizio ero sorpresa di questa domanda. Non l’avevo mai sentita prima. Se mi chiami vuol dire che hai piacere di sentirmi oppure il bisogno, e se ti rispondo vuol dire che voglio sentire cosa hai da dirmi.
Quindi cercavo di spiegare:

No, ma perché dovresti disturbarmi?
Guarda che se mi disturbassi non risponderei.

e cosi via.

E non riuscivo a capire se la persona che mi chiama sarebbe davvero pronta a sentirmi dire: “Si, mi disturbi”. Oppure è diventata una cosa automatica che dicono senza pensarci. Un pò come quando ci chiedono come stai e noi rispondiamo “Bene, grazie”. Sempre.  Anche se io preferisco quel come stai, perché ancora ci credo che chi me lo chiede è interessato davvero ed allora rispondo come sto, anche se sto male.

Ma al “Ti disturbo?” mi sono arresa. O quasi. Io non lo dico mai. E se sono occupata e la telefonata effettivamente mi potrebbe disturbare semplicemente non rispondo. Ma quando rispondo so che la prima frase sarà proprio quella. Ed io ormai in automatico, senza cercare di spiegare, dico: “No, figurati.”

Ma quel “Ti disturbo?” mi disturba. Mi disturba il fatto che viviamo in un mondo dove siamo così indaffarati, così presi dalla fretta, così multitasking che alla fine finiamo per non fare nulla come si deve, fino in fondo, con tutto il nostro impegno ed attenzione. Rispondiamo ad ogni telefonata anche se siamo in mezzo ad un altra conversazione, anche se la persona con la quale stiamo parlando al telefono mettiamo in attesa, anche se stiamo mangiando o facendo una riunione. O addirittura l’amore. Rispondiamo anche se quella telefonata ci disturba davvero.

Quel “Ti disturbo?” mi disturba, si. Perché mi disturba come siamo diventati.

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