Mettevo la chiave nella toppa ed uscivo nel silenzio del condominio 54 ancora comodamente sprofondanto nel sonno. Di solito erano le 05.10. Osservavo le porte di un rosso scuro, le luci che le illuminavano dal sopra lo stipite ed immaginavo il calore sotto le coperte dei miei vicini di casa in queste ultime ore rimaste prima di affrontare la giornata fuori dal letto. Ogni tanto c’era anche qualche luce accesa, qualcuno che deve ancora andare a dormire, qualcuno che si è svegliato presto come me. E puntualmente ogni mattina, mentre attraversavo il cortile, la fila di biciclette parcheggiate in ordine e il pavimento in ghiaia, ascoltavo gli uccellini notturni. In pieno inverno. Il loro canto mi incantava. Mi accompagnava mentre pedalavo verso la radio e mi abbandonava solo nel momento in cui mettevo le cuffie. In quei momenti Milano diventava una città tropicale. Un luogo di fiaba. Di serenità. Gli ucellini notturni mi regalavano la sensazione di pace che spariva con il primo traffico, a quel ora ancora quasi inesistente.

Ogni tanto li sento ancora quando mi sveglio nel cuore della notte. Cantanto allegri. Come per ricordarci che se ci sono anche loro, non è poi così male abitare qua.

ps. Nel milanese si contano 120 specie selvatiche e tra queste 100 sono di uccelli. Gli esperti chiamano questo fenomeno “inurbamento”. Per scopire la Milano selvaggia, cliccate qua.

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