Adoro la gente fuori dagli schemi. Gente coraggiosa, creativa, che osa e non si scoraggia davanti alla vita. Ecco, Beatrice è una di quelle persone. La potete conoscere un po’ grazie al suo bellissimo sito dove vi racconta, appena lo aprite, della sua passione per le parole, comunicazione e libri. Infatti io l’ho conosciuta grazie ad un altro sito che cura e che si occupa proprio di libri. Se leggerete questa chiacchierata fino in fondo la conoscerete ancora meglio. E credetemi, ne vale la pena.

Ps. Non amo quei siti che mi dicono, sotto ogni post, quando tempo ci metterò a leggerli. Avete presente quelli: Tempo di lettura 2 minuti. Ecco, queste cose mi mettono ansia perché mi ricordano sempre che non abbiamo tempo. Io invece spero che voi potete concedervi un caffè, mettervi comodi e provare a conoscere una persona anche solo virtualmente senza l’uso del pedometro!

Chi altro è Beatrice (oltre ad una appassionata di libri appunto)?

Da dove inizio? Sono una blogger, una giornalista, una web editor, una mamma, una moglie, una lettrice seriale, una scovatrice di refusi, una mente creativa, una buona ascoltatrice.. vado avanti???

Com’è la tua giornata lavorativa tipo?

Nonostante sia una maniaca dell’organizzazione e riempia la mia agenda di To Do List giornaliere, ogni mattina mi sveglio e non so cosa succederà 🙂 in senso buono, ovviamente. Lavorando da casa e avendo una bimba piccola non ho orari fissi, dipendo dai suoi “riposini” e dall’aiuto del papà, che mi dà il cambio sul tappetone dei giochi durante la pausa pranzo o la sera dopo cena. In quei momenti cerco di riversare tutte le mie attenzioni sul lavoro di editing, scrivendo, tagliando, riscrivendo e correggendo.

In linea di massima, però, avendo una figlia molto abitudinaria mi alzo la mattina presto e sto al computer fino alle 11 circa. Poi, ritagli a parte, riesco a combinare qualcosa anche nel pomeriggio, tra una merenda, un libretto e un girogirotondo. Fino ad alcuni anni fa lavoravo tutte le sere, il sabato e anche la domenica, ma poi ho deciso che la famiglia viene prima di tutto e il weekend me lo tengo per me.

Si può vivere di questo lavoro?

Se ti dico che non ci credevo neanche io, ma sì? In realtà lo faccio da parecchi anni, ma solo da 1 anno come freelance al 100%. Fino a settembre 2015 lavoravo part-time in un’agenzia di comunicazione e nel “tempo libero” mi dedicavo a collaborazioni come web content editor e SEO specialist. Poi sono stata licenziata (per la precisione, una settimana prima di partorire! eh sì, in Italia può succedere anche questo) e mi sono ritrovata con una figlia in arrivo e senza un lavoro. La mia determinazione, però, ha avuto ancora una volta il sopravvento e appena mi sono ripresa dal parto ho cominciato a mandare via curriculum e a rimettermi in gioco, questa volta come libera professionista. Il 2016 è stato l’anno del mio lancio e non posso proprio lamentarmi. Ho preso parte a progetti davvero interessanti, conosciuto un sacco di persone e stretto tante mani. Ho inviato tanti preventivi, alcuni sono stati approvati, altri neanche presi in considerazione, ma sono riuscita a dare il mio contributo in famiglia e a prendermi anche qualche bella soddisfazione. Speriamo questo sia solo l’inizio 🙂

Esperta di comunicazione, che consigli senti di dare a chi voglia aprire un blog?

Prima di tutto di leggere tanto: i blog dei colleghi/competitor che trattano il tuo stesso argomento, per capire cosa fare (FARE, non copiare) e cosa non fare, i libri con i consigli di qualche esperto della comunicazione (Domitilla Ferrari, Annamaria Testa, Luisa Carrada solo per citare i primi che mi sono venuti in mente) e i siti che ognuno ha come modello. Io mi sono appassionata al blogging seguendo Clio Make Up e Chiara Maci, due donne normalissime che hanno aperto le porte di casa loro per svelare trucchi e segreti della loro professione e passione. Ecco, nel mio ruolo di bookblogger mi piacerebbe diventare come loro: non tanto una consulente o una influencer, ma un’amica a cui chiedere un consiglio per un buon libro da mettere sul comodino. 

Ah, un’altra cosa importantissima è quella di rileggere quanto scritto prima di premere il tasto PUBBLICA. Trovarsi davanti un testo con dei refusi è una cosa davvero antipatica e un segno, a mio avviso, di scarsa considerazione per il lettore.

Sul tuo sito scrivi tante cose, tra l’altro che curi i contatti con giornalisti e influencer (ed anche sopra hai appena menzionato questa parola). Chi o cosa sono gli influencer per chi non lo sa, e come lo si diventa?

Qui apriamo un capitolo davvero grande. Gli influencer: cosa sono? E chi lo sa? Secondo me neanche loro ne sono consapevoli. Si tratta di persone – di solito giornalisti o esperti di un particolare settore, anche se non è così scontato (aihmé) – con un gran seguito soprattutto online, sul blog o sui social, in grado di influenzare i propri follower dettando mode e consigli.

Non credo esista un percorso specifico per diventarlo: Enrico Mentana – vincitore del MIA 2016 proprio come miglior personaggio/influencer, penso apprezzi di più essere definito giornalista. Allo stesso modo, Alberto Angela, che si è classificato secondo, sulla carta d’identità scriverebbe certo ben altro. Le figure più social, come Selvaggia Lucarelli, invece, sono personaggi molto convincenti, che fanno tendenza, che hanno un seguito importante e riescono a influenzare l’opinione del proprio pubblico. Attualmente, nel mondo del web marketing, sono quasi più importanti dei media tradizionali: molti clienti, più che un’attività di brand journalism rivolta alle testate cartacee, mi chiedono un contatto con i blogger e gli influencer di riferimento per il loro settore, che sembrano avere molto più appeal sul pubblico. I soggetti vincenti, a mio avviso, sono quelli più terra-terra, quasi dei vicini di casa o degli amici che ti danno la loro opinione e ti consigliano sulla base dell’esperienza (sempre che questa non sia sponsorizzata).

Questa è Beatrice. Ho inserito la foto apposta in mezzo all’intervista per farvi capire con chi avete a che fare 🙂

www.beatriceborini.it

La più grande soddisfazione arrivata grazie ai siti che curi?

Ogni sito che realizzo è una soddisfazione. Ogni volta che termino un lavoro mi sento come se avessi completato la maratona di New York: stanca ma felice. Sia che si tratti di una semplice landing page, sia che il lavoro sia un sito web articolato, con una strategia digital collegata, i social da gestire e le campagne Adwords da impostare, quando vedo il cliente soddisfatto so di aver fatto il mio dovere. Il mio obiettivo è aiutare le piccole e medie imprese, gli artigiani e i liberi professionisti a ritagliarsi uno spazio nella Rete, insegnando loro come approcciarsi ai social network e come sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione per avvicinare e fidelizzare un pubblico interessato. Ovvio, poi, che le aziende sono più attratte dai lead e dai numeri che puoi generare per loro, ma questa – lo spiego sempre ai miei clienti – non è una scienza esatta. Io posso far arrivare gli utenti, poi convincerli a comperare un prodotto o un servizio dipende da loro (e dal prodotto o servizio stesso). 😉

Quanto tempo dedichi agli aggiornamenti dei siti?

Per i clienti dipende dalla strategia che è stata impostata. Di norma, cerco di proporre sempre almeno un contenuto nuovo a settimana per i blog aziendali e 2/3 post (minimo) a settimana per quanto riguarda Facebook e gli altri social. 
In teoria è quello che vorrei fare anche con i miei siti, il blog in primis, ma non sempre ci riesco. Ma si sa, il calzolaio va sempre in giro con le scarpe bucate 🙂

Come mai odi i martedì?

Il martedì è un giorno da cancellare dai calendari: è già lontano dal weekend appena trascorso, che oramai rimane solo un ricordo, ma è ancora troppo distante dal fine settimana successivo, che appare solo un miraggio… Insomma, io propongo che il martedì diventi un giorno festivo. Che dici? (Oh si, io dico di si, e aggiungo anche Mercoledì!!!!)

Cosa fai quando non ti rispondono ai messaggi? Riscrivi o aspetti?

Partendo dal presupposto che la trovo una grande mancanza di rispetto, devo fare mea culpa, perché a volte capita anche a me, soprattutto con il blog di libri. Ricevo una tonnellata di richieste da parte di scrittori esordienti che cercano pubblicità o anche solo una segnalazione per il proprio libro, e spesso non riesco a rispondere nei tempi che vorrei. Ritengo, però, sia fondamentale dare un feedback di ritorno. Non rispondere alle mail è come non rispondere a un saluto o non ringraziare qualcuno che ti lascia aperta la porta per farti entrare.
Non amo però essere troppo insistente. Quando non mi rispondono do per scontato che il contenuto della mia mail non fosse interessante e quindi lascio perdere.

In media quanti libri leggi al mese (se è possibile quantificarlo)?

Da qualche anno mi sono messa a contarli, oltre che a recensirli. Ho un obiettivo fisso: 60 libri in un anno, che in media fanno 5 al mese. L’anno scorso ci sono andata vicina (50), quello prima l’avevo di poco superato (61). Diciamo quindi 1 libro a settimana, su per giù. Ma ho dei trucchi, per farlo.

http://www.langolodeilibri.it/un-libro-settimana/

Da una che adora i libri cosa ne pensi dei film che derivano dai libri?

Ci ho dedicato una rubrica, sul blog. Ma il più delle volte il responso è unanime: meglio il libro! Finora mi è capitato poche volte che il film fosse meglio del romanzo da cui è tratto, o almeno ugualmente intrigante e affascinante. Tra le pellicole che ho visto di recente, e che rientrano in questo secondo gruppo, inserirei sicuramente Gone Girl di David Fincher (però devi prima aver letto il libro se no ti rovini il finale), Via dalla pazza folla nella trasposizione di Thomas Vinterberg e The Danish Girl diretto da David Ebershoff (e con un insuperabile Eddie Redmayne).

I tuoi buoni propositi per il 2017?

Raccontarmi di più, attraverso il blog e attraverso il mio sito professionale.
Leggere di più (e in maniera più selettiva) e trascorrere più tempo all’aria aperta – sempre lavorando, ci mancherebbe – per assaporare le giornate alla luce del sole, invece che restare sempre chiusa in ufficio davanti al computer. 

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