Da una brava “straniera” a Milano, spesso digito su google proprio la parola Milano. Per vedere se mi è sfuggito qualcosa nella città che non si ferma mai. E così mi sono imbattuta in una Milano fuori dai canoni, diversa da quella “solita”. Una Milano al contrario.

Cosa differenzia la Milano al contrario da quella “normale”?

Milano è una città con tantissime anime, eppure fino a qualche anno fa si raccontava sempre nello stesso modo, ovvero come la città vincente, alla moda, un po’ seriosa. Io ho cominciato a raccontarla in un modo diverso. Sono andata alla ricerca di una Milano  che si prendesse un po’ meno sul serio, una Milano sentimentale, ironica, buffa e imperfetta. E ho trovato una Milano più empatica.

Come nasce questa idea?

L’idea nasce sei anni fa. Abitavo a Milano già da 15 anni e pur standoci bene non riuscivo a provare un vero e proprio legame.  E’ una storia a lieto fine perché non solo ci sono riuscita, ma ho anche scoperto una città migliore di quella che speravo di trovare. 

Cosa mancava alla Milano normale per sentire la necessità di creare quella al contrario?

Negli anni il racconto di Milano è diventato plurale. Credo quindi non fosse soltanto una mia necessità quella di mettere in luce tutti gli altri aspetti. Alla fine anche i milanesi hanno cominciato ad amarla di più. 

Quali sono gli eventi al contrario?

Uno dei primi eventi al contrario che ho organizzato è stato “Onalim incontra i blogger di Milano”. Un ciclo di incontri alla libreria Open in cui ho invitato dei blogger con un punto di vista diverso dal mio. Quello che ho sempre cercato di dimostrare è che le anime di Milano sono tante e che possono pure parlarsi fra di loro. Ho invitato Il Milanese Imbruttito, I hate Milano, Squadrati e Noura Tafeche. Poi c’è la Tombola Onalim, una tombola che al posto dei numeri ha i luoghi e le cose tipiche della città. La faccio io a mano ogni anno, perché a Milano “le cose tipiche” cambiano ogni anno. O ancora un concorso letterario che si chiama “Il pianoforte smarrito” nato da un fatto di cronaca. Avevo letto che all’ufficio oggetti smarriti di Milano era stato trovato un pianoforte, e così ho chiesto ai milanesi di immaginare una storia che parlasse dei questo pianoforte. Sono arrivati in una settimana tantissimi racconti, molti belli. Il racconto vincitore è stato letto durante Piano City. 

Se vi siete chiesti con chi sto parlando, eccola qua. L’ideatrice di questo progetto: Isabella Musacchia.

Chi sono le persone che ci lavorano per questo progetto?

Al blog prevalentemente io. Ogni tanto una mia amica Karmen scrive delle ricette, anche se le ricette sono una scusa per raccontare delle storie di famiglia o di amicizia. E prima dell’estate ho lanciato l’iniziativa “Racconta il tuo quartiere” e ho chiesto ai milanesi di raccontare la zona in cui vivono, sono arrivati dei racconti che ho pubblicato. Ma Onalim da un anno è anche un’associazione culturale che ho creato insieme a Dario Castagnetti e Simone Abbottoni. 

La cosa che avete realizzato fino ad ora e che vi ha dato più soddisfazioni?

Non c’è una cosa in particolare, forse il fatto di esserci ancora dopo cinque anni, con più entusiasmo di quando ho cominciato.

Obiettivi nel 2017?

Un mese fa, erano gli ultimi giorni del 2016, è nato Palermo al contrario. Siamo un gruppo di palermitani, quasi tutti vivono a Palermo. Con Palermo al contrario vogliamo raccontare in un modo nuovo la città. Parliamo ai palermitani per incoraggiare un cambiamento che è già in atto, ma anche a chi non vive a Palermo che della città ha un’idea che non le rende giustizia. Mi piacerebbe se Milano e Palermo riuscissero anche a dialogare in un modo nuovo. Ecco cosa vorrei che succedesse nel 2017.

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