Succederà qualcosa.
Presto.
Ma non so cosa e non so dove.
Altrimenti lui non sarebbe qui.

Come LUI chi?! Se non avete notato ancora un Faraone che si aggira per le vie di Milano dovreste sapere che siete gli unici. Eh no, non è uno di quelli che vedete davanti al Duomo che stanno fermi e truccati da qualsiasi personaggio che vi possa venire in mente o quelli che “misteriosamente” stanno seduti apparentemente sul nulla, nell’aria (non avete ancora capito quel trucco?!)

LUI è sicuramente qualcosa di più. Qualcosa che solo la stravagante Milano può regalarci. Con tanto di guardie a seguito. Serie, moooolto serie. Si aggira per le vie, per le feste, per le piazze, sbuca dovunque e fa le foto ed i selfie con tutti senza però mai dire nulla. Muto. Serio. Dignitoso. Misterioso. Segreto. (è abbastanza figo, posso dirlo?!). Come lo è sempre stato l’Egitto.

Quindi in questi giorni vorrei essere ovunque contemporaneamente. Perché quando so che qualcosa succederà (la domanda più frequente sui social è “Qualcuno sa cosa sta succedendo a Milano visto che c’è un Faraone?!), ma non so cosa e non so dove vorrei essere una farfalla (mosca è così banale, farfalla invece è così elegante anche se un po’ lenta) per potermi spostare immediatamente da una parte all’altra della città. Per non perdere il momento.

Adoro le sorprese (mai capito quelli che invece le odiano). Ma contemporaneamente la suspense mi uccide. Perché non ho controllo della situazione, perché potrei diventare la protagonista di una cosa da un momento all’altro come anche perdermela ed io non amo perdere.

Quindi che faccio?
Aspetto.
E per me è la cosa più difficile del mondo. Io sono il tipo “tutto e subito”.

Che sarà uno che si è inventato il modo di attirare l’attenzione per il prossimo fashion week in arrivo? Uno aspirante “influencer”? Blogger? Un VERO Faraone?

Chi è?

Chi? Chi? Chi?

P.s Neanche la mia innata curiosità giornalistica ha prodotto i risultati. Il museo egizio di Torino mi assicura che nessun Faraone manca dalla collezione (nella voce dall’altra parte si sentiva che pensavano che fossi un po’ matta). QUINDI?!

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