My fashion city
Posted on 22/02/2012 16:50 pm by StranieraNon mi metto mai in ghingheri quando mi capita di assistere alle sfilate di moda a Milano. In ghingheri in questo caso vorrebbe dire “strano, inusuale, particolare e il più pazzo possibile”: senza calze anche se sono 7 gradi, con i colori accesi e le combinazioni improbabili per ogni comune mortale, tipo il tizio che stavano fotografando davanti a me con il capotto arancione, la grande borsa da donna firmata e il cappello che non lo lascia passare inosservato.
Così, con i miei jeans stretti di Zara, le scarpe basse di Primark e la borsa preferita acquistata ad un mercato di Hong Kong, guardo la Milano durante la famosa settimana della moda. Milano multietnica firmata Gucci e Prada, con i visi orientali, gli accenti strani e borse firmate appese sul braccio di qualche fashion editor. (“Saranno vere?!” – mi susssura all’orecchio la caporedattrice moda di una conosciutissima rivista. Lei è asiatica e si diverte da pazzi a indovinare chi porta gli originali e chi invece le perfette coppie).
E’ una Milano che intralcia il traffico, che occupa le linee metropolitane per le sfilate, che costruisce i tendoni davanti al Duomo, che organizza le serate chiuse e super fashion, che vi permette di incontrare le modelle struccate e magrissime sul tram. Milano con i tacchi alti, i sandali con le calze corte rubate al fidanzato, gli occhiali a forma di cuore come Katy Perry, Milano con i cappotti da uomo oversize e i pantaloni stretti (London street style importato con successo).
E’ una Milano che mi piace vivere due volte all’anno. E’ una di quelle cose che bisogna vedere almeno una volta nella vita. Per capire meglio in che città viviamo. Perché ancora, l’immagine di Milano nel mondo, è questa. Milano ripresa dai vari blog mondiali tipo The Sartorialist e simili che nel immaginario collettivo è ancora ultra fashion, radical chic. Forse è davvero così. Dopo tutto, è una delle poche città al mondo dove potete incontrare Anna Wintour nascosta dietro i suoi enormi occhiali da sole, basta che vi piazzate davanti all’ingresso delle sfilate. Se ci tenete particolarmente.
Così entro insieme alla folla profumata, agghindata, internazionale, sventolando l’invito con il nome di una editor in chief di qualche rivista internazionale importante che non poteva partecipare per troppi impegni, così io divento lei (Con la sua benedizione. Tanto devo sempre scrivere l’articolo) per i pochi istanti. E’ tutto per neanche 10 minuti di sfilata.
Uscendo mi fermano i fotografi ai quali il mio semplice low cost chic look è piaciuto. Forse mi riconoscerete su uno dei blog come Jak & Jil (non c’entra niente il film Jack & Jill nelle sale con Adam Sandler) oppure su All the pretty birds di Tamu McPherson che vive qua. Sono quella con il sorriso imbarazzato tipo: “Ma che c’entro io, guardatevi intorno, c’è gente che si porta addosso il valore di casa mia!“.
Ma anche questa è Milano. Anzi, per alcuni, questa è proprio Milano.
E mi diverte. Quelle due volte all’anno.

February 22nd, 2012 at 8:05 pm
ciao, La differenza tra te e me: tu ti diverti due volte l’anno, io, che alle sfilate non mi sono mai divertita ma sono stata costretta a partecipare per lavoro, ora che non lavoro più mi irrito. Mi irrita il provincialismo milanese nonostante quella patina di mondanità, mi irritano queste modelle anoressiche talvolta carine ma spesso tristi, altere, ignorantelle e rigorosamente english speaking…mi irrita tutto l’apparato di aria fritta intorno a 4 stracci per miliardari russi, che sicuramente li accosteranno in modo orrendo, indossando delle ballerine Chanel con borsa Valentino e vestito Prada, il tutto ovviamente in spiaggia….(visto con i miei occhi!), mi irrita la gente che ostenta soldi che non ha, mi irritano le giornaliste di moda, streghe viziate che se non ricevono l’omaggino canonico ti stroncano una collezione, sia essa di make up,scarpe, vestiti, borse in 3 righe cariche di acidità….mi irritano i mezzi in ritardo, i taxi carissimi, le code in auto nelle zone degli “eventi” e, tutto ciò, mi irrita due volte l’anno!
)
Ciao cara, hai un blog fantastico, complimenti.
Ester l’irritata
February 23rd, 2012 at 9:18 am
eheh —-beh lo stile si crea con l’assemblamento dei pezzi! e non con il valore. degli stessi (parola di stilista)..anche a me l’anno scorso mi hanno fotografata alla sfilata di Marras(gonna zara e camicetta pure total back)..ma un sacco di mie collane.spille…Nel mezzo di quintali di Fashion victims anoressiche stra griffate.(non so su che blog son finita…forse su”er monnezza-style” ehehe ;-D) Ma Marras è la mia unica eccezione..perchè lo amo e mi ci fanno imbucare…
Ciao S*